Ecomic: la rete delle reti per il patrimonio culturale digitale

A decretare il passaggio dall’idea dell’ecosistema alla sua realtà sono stati i sistemi informativi di tredici Regioni e due Province autonome, che hanno avviato lo scambio dei dati del patrimonio culturale conservati nei rispettivi sistemi: Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria, Campania, Valle d’Aosta, Veneto, Provincia autonoma di Bolzano e Provincia autonoma di Trento.
Grazie a questa cooperazione è stato raggiunto uno degli obiettivi chiave del PNRR: la creazione di un’infrastruttura comune e distribuita, capace di rendere i sistemi territoriali relazionabili e interoperabili.
Un ecosistema aperto, partecipativo e inclusivo
Con l’avvio della cooperazione applicativa dei primi quindici enti territoriali, si compie un passo decisivo verso il futuro digitale della cultura, che segna il superamento della frammentazione storica delle pratiche di digitalizzazione e conferma l’impegno assunto con la Commissione europea, grazie al raggiungimento nei tempi previsti del target PNRR.
L’ecosistema rappresenta il nucleo centrale di una rete di sistemi la cui interconnessione aggiunge valore ai singoli domini informativi, offrendo uno spazio condiviso capace di accompagnare il patrimonio culturale italiano nel futuro digitale. La sua infrastruttura centrale, I.PaC, integra i sistemi esistenti, permettendo di potenziare la gestione, l’arricchimento, la trasformazione e l’accesso dei beni digitali.
I vantaggi della cooperazione
L’adesione a Ecomic consente di ricostruire e potenziare le connessioni tra il patrimonio culturale territoriale e nazionale, creando una base comune su cui sviluppare nuovi servizi di valorizzazione. In particolare, la cooperazione garantisce: un patrimonio culturale digitalizzato meno esposto all’obsolescenza tecnologica; una maggiore accessibilità per territori e comunità diverse; nuove opportunità per lo sviluppo di servizi culturali innovativi.
La trasformazione in atto non è esclusivamente tecnologica ma anche culturale: promuove nuovi modi di cooperare, di condividere dati e di costruire servizi comuni, rafforzando il ruolo del patrimonio come risorsa strategica e per il Paese.
L’infrastruttura I.PaC
L’iniziativa si inserisce nell’ambito del PNRR M1C3 – Investimento 1.1 “Strategie e piattaforme digitali per il patrimonio culturale”, coordinato dall’Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale – Digital Library per la Direzione generale Digitalizzazione e comunicazione del Ministero della Cultura.
In questo contesto è stata realizzata l’Infrastruttura software del patrimonio culturale (I.PaC), una piattaforma progettata come spazio nazionale per la gestione, la conservazione e la valorizzazione dei dati culturali e dei metadati connessi, in coerenza con le strategie europee e nazionali.
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